C’è un mondo di cucine a Bologna, e non è un modo di dire: poche città in Italia, all’infuori di quelle più grandi, possono vantare una presenza così massiccia di ristoranti etnici in rappresentanza delle più disparate culture gastronomiche del pianeta.

Un mondo di cucine sotto le Due Torri

I motivi? Presto detti: l’Università, e la conseguente ampia frequentazione di studenti di ogni nazionalità, ma anche la mentalità locale, accogliente, multiculturale, tipicamente aperta a nuove esperienze.

Vincenzo Vottero, chef-patron di VIVO RistorArte e presidente dei Ristoratori Confcommercio ASCOM Bologna
Vincenzo Vottero, chef-patron di VIVO RistorArte e presidente dei Ristoratori Confcommercio ASCOM Bologna

Bologna ombelico del mondo culinario

E non da ieri: all’ombra delle Due Torri l’esistenza di una comunità cinese risale a prima dell’ultima guerra, mentre quella greca ha visto incrementare la propria consistenza sin dagli anni ’60, quando i figli degli oppositori del regime militare ellenico venivano a studiare proprio all’Alma Mater per poi accasarsi nel capoluogo emiliano.

Alessandro Brunelli e Rocco Forcellini e la chef Jeab del ristorante thailandese Naga Thai
Alessandro Brunelli e Rocco Forcellini e la chef Jeab del ristorante thailandese Naga Thai

Una ristorazione etnica di qualità

Più recenti sono gli arrivi dal Nord Africa, dal Medio Oriente e da altre zone del mondo, ma ognuno di questi ha rappresentato un tassello di un enorme mosaico quale è oggi l’offerta di ristorazione etnica nel bolognese, città e provincia.

Un’offerta spesso associata a take away e locali dove

Il dottor Kidane, titolare del Ristorante Africano Adal, e la sua chef
Il dottor Kidane, titolare del Ristorante Africano Adal, e la sua chef

mangiare cibi di medio livello e incerta provenienza a poco prezzo, ma che nel tempo ha sviluppato anche realtà di altissima qualità, capaci di regalare una vera esperienza culinaria quasi che ci si trovasse all’estero e non al ristorante sotto casa.

La rassegna Cucine dal Mondo

Ed è in quest’ottica che si colloca Cucine dal Mondo, la rassegna enogastronomica concepita da Licia Mazzoni e da Vincenzo Vottero, chef-patron di VIVO RistorArte, il locale raffinato e accogliente nei pressi di Porta Lame dove cucina d’autore e arte contemporanea coesistono in un originale connubio e che sarà il teatro della kermesse.

Sei serate, sei degustazioni sinergiche ognuna delle quali vedrà protagonista un diverso ristorante etnico il cui chef proporrà quattro portate della propria cucina tradizionale cui faranno da contrappunto altrettanti piatti nei quali lo chef Vottero reinterpreterà a modo proprio, da par suo, gli ingredienti

Lu Ke, chef-patron del ristorante cinese Haowei
Lu Ke, chef-patron del ristorante cinese Haowei

del paese “ospite”.

Le parole dello chef Vottero

“Negli ultimi due anni – spiega Vincenzo Vottero, che è anche presidente dei Ristoratori ASCOM di Bologna – le occasioni di viaggio per tutti noi si sono decisamente decimate, eppure, sulle ali della fantasia, nella nostra città è sempre possibile trascorrere una bella serata viaggiando, all’insegna dei cibi tradizionali portati a noi da tante parti del mondo. Una sera si può raggiungere l’Africa, tra tessuti batik e deliziosi cibi etiopi, un’altra si può volare in Thailandia e gustare il migliore pad thai mai assaggiato nella vita, o ancora, ci si può dirigere in Persia e farsi guidare tra luci soffuse e piatti curati e profumatissimi. Si può andare alla scoperta dell’alta cucina tradizionale cinese, quella vera e raffinata, preparata secondo antiche e originali ricette, mentre in caso di nostalgia per i colori e le atmosfere soleggiate della Grecia, ci si può rifugiare nel sapore confortevole della cucina ellenica, dove un fresco tzaziki tradizionale greco può fare il miracolo di materializzare a Bologna una delle tante incantevoli isole dell’Egeo. Chi poi non si accontenta di un viaggio verso una sola destinazione, può spaziare nel mondo tra Oriente e Sud America in un’unica esperienza”.

Sohyla Arjmand, titolare del ristorante persiano Pars, con la sua famiglia
Sohyla Arjmand, titolare del ristorante persiano Pars, con la sua famiglia

I protagonisti delle sei serate

All’esordio domenica 20 febbraio l’ospite d’onore sarà la cucina thailandese del Naga Thai, il nuovo ristorante la cui chef per anni ha lavorato all’ambasciata siamese a Roma, mentre lunedì 28 febbraio sarà il turno del Ristorante Africano Adal, storico locale di Bologna la cui proposta culinaria spazia dal Maghreb al Corno d’Africa al Golfo di Guinea.

Lunedì 14 marzo toccherà ad Hao Wei, il top dei top dei ristoranti cinesi a Bologna, nel quale si coniugano lo stile e la classe di un locale di categoria superiore con un menu tradizionale del “Celeste Impero” confezionato con tecniche d’alta cucina, per poi spostare l’ago della bussola, lunedì 28 marzo, sul Pars e le sue specialità persiane, raffinate, profumate e misteriose servite abitualmente in un ambiente dalle Mille e

Lo chef del ristorante greco Atene
Lo chef del ristorante greco Atene

una notte.

La tappa di lunedì 18 aprile vedrà in lizza il ristorante greco Atene e le sue saporitissime specialità della cucina ellenica, incluse alcune ricette altrimenti irreperibili in città, e infine domenica 15 maggio gli incontentabili potranno fare un vero e proprio giro del mondo grazie a Babbel, l’eclettico ristorante di Castel San Pietro Terme con un menu di ispirazione globale, dall’India al Brasile, dal Giappone all’Ucraina, dal Libano al Sud-Est Asiatico, dalle Hawaii all’Europa Occidentale, dallo Zimbabwe al Messico.

Come e quanto costa partecipare

Michele Cavedagna, titolare del Ristorante Babbel, che propone cucine da tutto il mondo, e il suo staff
Michele Cavedagna, titolare del Ristorante Babbel, che propone cucine da tutto il mondo, e il suo staff

Ciascuna serata, rigorosamente su prenotazione (telefono 3474413166), avrà un costo di 50 euro a testa bevande escluse e l’ora di inizio è prevista sempre per le 20. Una bella occasione per gli appassionati di cucine del mondo ma anche per chi desidera provare per una volta qualche sapore nuovo, per accostarsi a culture gastronomiche diverse dalla nostra eppure così perfettamente integrate nel tessuto bolognese.

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