Un vino insolito arriva dalle Marche a Bologna per farsi conoscere dagli addetti ai lavori – chef, ristoratori, enotecari, salsamentari e affini – in un lontano, piovoso pomeriggio di maggio.

Il Bianchello conquista Bologna

E’ il Bianchello del Metauro, che alcune settimane or sono è stato protagonista, alla Club House dell’Ippodromo dell’Arcoveggio di una giornata dedicata alla scoperta di questa Doc nata 50 anni fa ma alle cui spalle ci sono 2.226 anni di storia e 18 etichette di 9 piccoli e grandi produttori.

Il vino che costò la testa ad Asdrubale

Sono passati infatti 2.226 anni dalla storica Battaglia del Metauro del 207 a. C. raccontata da Tacito. Secondo lo storico latino le truppe romane sconfissero l’esercito cartaginese di Asdrubale inebriato dal troppo Bianchello bevuto la sera prima della fatidica battaglia.

Il pomeriggio di degustazione ha coinvolto giornalisti, sommelier, ristoratori, esperti del settore, chiamati a conoscere i sapori, il passato e il futuro della doc autoctona della provincia marchigiana di Pesaro e Urbino, il “Bianchello del Metauro”, nell’anno delle celebrazioni dei primi 50 anni di Denominazione.

Nove aziende con 18 etichette

I nove produttori di Bianchello d'Autore
I nove produttori di Bianchello d’Autore

A promuovere l’iniziativa e a raccontare curiosità, particolarità e profumi dei vini sono stati i 9 produttori del progetto “Bianchello d’Autore” nato nel 2017 per promuovere il “Bianchello del Metauro Doc” con il sostegno di IMT – Istituto Marchigiano di Tutela Vini. Del gruppo fanno parte le cantine: Bruscia, Cignano, Claudio Morelli, Il Conventino di Monteciccardo, Di Sante, Fiorini, Mariotti Cesare, Terracruda, Fattoria Villa Ligi. Piccole, grandi famiglie di produttori (terza generazione) che seguono l’intero processo produttivo dalla vendemmia alla promozione.

Quattro tipologie di vino

L’appuntamento ha previsto la degustazione delle 4 tipologie “spumante”, “tradizionale”, “superiore”, “passito” proposte in abbinamento alle eccellenze del territorio.

Gli abbinamenti: la Casciotta…

Come la Casciotta d’Urbino DOP, primo prodotto caseario ad aver conquistato la certificazione DOP. Tra i formaggi tipici più antichi d’Italia – le sue origini risalgono al ‘500, Michelangelo ne era un estimatore – nasce da una miscela di latte ovino (70-80%) e di latte vaccino (20-30%).

… i salumi marchigiani….

Come i salumi della tradizione marchigiana di Bovinmarche, cooperativa di allevatori marchigiani che conta oggi 500 soci, allevatori di bovini di razza Marchigiana ma anche di ovini e suini (come dimostra il progetto in corso volto a recuperare lo storico incrocio di suini nato negli anni ’60, nelle Marche, per sfruttare le caratteristiche della razza mora romagnola e della large white).

…e il formaggio di fossa di Sogliano

E come il Formaggio di Fossa di Sogliano Dop, prodotto tipico della vallata del Rubicone e del Marecchia (Appennini dell’Emilia Romagna e delle Marche) le cui origini risalgono al 1400, al periodo dei Malatesta, quando si seppelliva il formaggio nelle “fosse” (buche a forma di fiasco) per nasconderlo dalle razzie.

Qualche abbinamento: salumi e formaggi
Qualche abbinamento: salumi e formaggi

I prossimi appuntamenti con Bianchello d’Autore

Alla tappa bolognese seguiranno le altre previste dal ricco calendario stilato dal gruppo “Bianchello d’Autore” per promuovere la Doc nell’anno del 50esimo anniversario. Iniziative che si snoderanno da nord a sud toccando le principali città italiane – Milano, Roma, Verona – e il territorio di origine della Doc (a Fano, a giugno, l’evento promosso da IMT – Istituto Marchigiano di Tutela Vini).

Con il brodetto

In estate la Doc “d’Autore” sarà protagonista del “Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce” (4-7 luglio, Fano). Previsti grandi abbinamenti con le ricette proposte dai migliori chef d’Italia.

E con il tartufo

A ottobre-novembre durante la 54^ “Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna” (27 ottobre, 1, 2, 3, 9, 10 novembre, Acqualagna PU) “Bianchello d’Autore” sarà nella Capitale del tartufo per rinsaldare il legame tra i due simboli enogastronomici del territorio: Bianchello del Metauro e tartufo bianco.

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