Una risorsa da valorizzare sempre più, il turismo enogastronomicoChe l’Italia fosse il paese del buon cibo e del buon vino lo si sapeva da un pezzo, ed il turismo enogastronomico sta diventando un fenomeno sempre più importante, sia dal punto di vista culturale che economico.

Il turismo enogastronomico è quella forma di turismo che va in cerca delle realtà enogastronomiche di una particolare regione o di un certo territorio, dei ristoranti che propongono piatti, prodotti tipici e vini locali e delle cantine e aziende agroalimentari aperte al pubblico dove poter trovare prodotti artigianali e tipici della zona.

Adesso si chiama Gastrosofia

Una risorsa da valorizzare sempre più, il turismo enogastronomicoLa Gastrosofia, com’è stata denominata questo particolare aspetto dello stile di vita, è la scienza che ci aiuta a scoprire il territorio attraverso il turismo enogastronomico, il quale è un fenomeno che ormai non riguarda più solo alcuni paesi, come l’Italia o la Francia, ma che caratterizza praticamente tutte le destinazioni turistiche su scala globale.

Il turismo enogastronomico comunque non si limita alla mera ricerca del prodotto locale o della cucina tradizionale, ma si è sempre più allargato anche alla ricerca di una ristorazione di alta qualità, quella per intenderci dei grandi chef, aiutati in questo anche dai format televisivi che in questi ultimi anni stanno spopolando ovunque.

Una risorsa da valorizzare sempre più, il turismo enogastronomicoC’è da dire che gli italiani, probabilmente perché già “sazi” del buon cibo, sono quelli che meno conoscono il Paese sotto questo punto di vista e sono tra quelli che fino a poco tempo fa hanno praticato ben poco il turismo enogastronomico.

Un po’ come succede per il turismo e la cultura: noi italiani si va all’estero in vacanza, senza magari aver mai visto le meraviglie architettoniche e culturali di Firenze, Venezia, Napoli, Ravenna, Roma, Palermo, Siena, Pisa, per non parlare delle migliaia di bellissimi piccoli paesi e borghi dei quali il nostro bel paese è pieno.

Una risorsa da valorizzare sempre più, il turismo enogastronomicoFortunatamente l’istituzione una ventina d’anni fa delle tante Strade dei Vini e dei Sapori, di Movimenti come quelli delle Città dell’Olio e del Vino o quella dei Ristoranti del Buon Ricordo, le varie Associazioni e Pro Loco con le loro mille manifestazioni, hanno contribuito non poco a creare la consapevolezza dell’importanza dell’enogastronomia nel paniere nazionale della cultura e della stessa economia, facendo conoscere ovunque, in Italia e nel mondo, l’esistenza dei distretti gastronomici, dalle Langhe alla Franciacorta, dal Chianti alla Valpolicella, dalla food-valley di Parma alla norcineria umbra e alle eccellenze marchigiane, solo per citarne alcune.

Turismo enogastronomico; siamo primi nel mondo

I risultati di uno studio internazionale sul turismo enogastronomico presentato tempo fa dalla World Food Travel Association, metteva l’Italia, insieme a Francia e Giappone, quale paese prescelto dai buongustai di tutto il mondo.

Una risorsa da valorizzare sempre più, il turismo enogastronomicoI dati del prestigioso studio americano confermavano che per i cinesi siamo l’unica meta enogastronomica al di fuori dell’Oriente, e per gli americani la sola destinazione estera che vale la pena visitare da questo punto di vista, mentre per i tedeschi, più vicini, siamo la meta d’eccellenza, con particolare riferimento al centro Italia, soprattutto Toscana e Umbria.

Il turismo enogastronomico spopola ed i food traveller che girano il mondo alla scoperta di luoghi, ma soprattutto di specialità gastronomiche, piatti tipici e chef stellati sono sempre più numerosi.

Infatti lo studio dalla World Food Travel Association affermava che il 49% dei turisti internazionali sceglie la propria destinazione in base a ciò che potrà gustare, e crescono i tour tra aziende e mercati agricoli: il 93% dei viaggiatori durante le vacanze ha visitato una cantina, ha ammirato i grandi chef negli all’opera negli showcooking o ha apprezzato il cibo di strada.

Una risorsa da valorizzare sempre più, il turismo enogastronomicoSono i cinesi quelli più interessati a piatti e specialità (69%) seguiti dai messicani (63%) e da indiani (52%). Su undici nazionalità esaminate gli italiani sono invece gli ultimi in classifica: solo il 21% dei connazionali, contro una media del 46,5%, è interessato a esperienze di viaggio legate al cibo. Quando però lo fanno, gli italiani sono più esigenti degli altri, cercando cibi e vini di prima qualità.

Un trend che in questo 2018 Anno Internazionale del Cibo Italiano nel mondo, che ha visto iniziative di ogni genere ad ogni latitudine, non può che aver fatto crescere l’appeal per la nostra cultura enogastronomica, anche e soprattutto per i nostri connazionali.

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